Sofia Sgr: accordo nucleare tra Iran e le grandi potenze

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Dopo oltre venti mesi di trattative estenuanti, il 14 luglio a Vienna è stato siglato l’accordo nucleare tra l’Iran e i Paesi cosiddetti “Cinque più uno” (Stati Uniti, Russia, Francia, Cina, Gran Bretagna, Germania): entro poche settimane Teheran ridurrà drasticamente le riserve di uranio arricchito e due terzi delle centrifughe per l’arricchimento; in cambio, verranno annullate ben sette risoluzioni dell’Onu contro il Paese mediorientale.

Al di là delle formalità, i termini dell’accordo davvero cruciali sono quelli impliciti: in primo luogo, l’Iran cessa di minacciare di chiudere lo Stretto di Hormuz (e di attaccare Israele); inoltre, l’Iran terrà sotto diretto controllo i suo proxy militari; da ultimo, gli Stati Uniti acconsentono all’Iran di diventare una potenza nucleare, pur proibendo il possesso di armi nucleari.

L’apertura al mondo dell’economia dell’Iran sarà benvenuta da Europa, Cina, India, affamate delle risorse naturali di cui abbonda Teheran: per citare un esempio del valore delle risorse iraniane, il Paese mediorientale ha le più abbondanti riserve convenzionali al mondo di gas naturale, che diventeranno cruciali per permettere agli europei di smarcarsi dal monopolio russo.

Noi di Sofia SGR crediamo che, di fondo, questo accordo possa rappresentare soprattutto il sigillo di un nuovo paradigma geopolitico nel Medio Oriente: nel prossimo futuro la regione asiatica potrà trovare un nuovo equilibrio in base a una divisione equa di sfere di influenza tra Iran, Turchia e Arabia Saudita; tuttavia, arrivare alla definizione e stabilizzazione di questo equilibrio richiederà tempo e non risulterà indolore. Per riflesso, il rischio geopolitico associato all’offerta attesa di petrolio rimarrà elevato ancora per molto tempo.

 

Ufficio Studi di Sofia SGR